Bobbio è una delle principali mete turistiche del piacentino, un borgo medievale con case in sasso, situato nel cuore della Val Trebbia.

A pochi kilometri c’è una delle montagne più alte del territorio, il Monte Penice 1460 metri s.l.m. Ai margini del centro della località scorre il fiume valicato dal ponte più famoso e fotografato della Regione Emilia Romagna, noto come Ponte Gobbo.

Per chi non conosce questo luogo la domanda sorge spontanea: cosa c’entra con l’Irlanda una cittadina nel bel mezzo dell’appennino emiliano?

La relazione invece c’è e riguarda San Colombano, monaco irlandese che giunse qui nel lontano 614 alla fine di un lungo viaggio iniziato a Bangor, località dell’Irlanda del nord, e durato tutta la vita.

Colombano attraversò la Francia e la Svizzera e arrivò a Pavia alla corte del Re longobardo Agilulfo e della Regina Teodolinda; in seguito alle attività svolte presso questa corte, gli fu fatto dono della chiesa di San Pietro in quel di Bobbio. Nella zona i Longobardi sfruttavano già le saline. Il Re Agilulfo concedendo il permesso al monaco di costruire un monastero, avrebbe avuto il suo tornaconto, rinforzando i confini del proprio regno, situato ai margini della Liguria bizantina e controllando una strada importantissima poiché conduceva al mare.

Così ecco spiegata la venuta a Bobbio di questo monaco che durante la sua vita fondò vari monasteri (cito tra tutti Luxeuil in Francia) e creò una propria regola monastica sulla scia di quella benedettina, ma molto più severa. Colombano scrisse anche un penitenziale: una sorta di decalogo di punizioni da infliggere al monaco peccatore a seconda della gravità del peccato. Avviò uno Scrittorio, grazie al quale molti testi antichi della cultura greca e romana sono giunti fino ai nostri giorni, circa 1/6 di quelli conosciuti. Questi primi libri si ritrovano oggi in diverse biblioteche italiane e sono riconoscibili per lo stile tipicamente celtico-irlandese dei caratteri.

Colombano morì a Bobbio poco tempo dopo il suo arrivo, era il 23 novembre 615. Nonostante il breve periodo passato qui, le leggende sorte intorno alla sua figura sono molte. Ad esempio quella del Ponte Gobbo. Colombano voleva raggiungere la sponda del Trebbia opposta a Bobbio, e dato che il ponte era stato danneggiato da una piena del fiume, il diavolo gli propose la costruzione di un ponte nuovo in una notte, a patto che la prima anima che transitava sul ponte fosse lasciata al diavolo. Il diavolo, con l’aiuto di altri 11 compagni, costruì in fretta e furia il ponte, e dato che i diavoli che sorreggevano le arcate durante la costruzione erano di diversa altezza il ponte risultò gobbo. Il mattino seguente il diavolo si nascose sotto la prima arcata, aspettando Colombano, convinto che lui sarebbe passato per primo. Colombano, avendo scoperto la trappola, fece passare sul ponte un orso; il diavolo, appena sentiti i primi passi balzò sul ponte e una volta afferrato l’orso lo trascinò con sé nel fiume. Troppo tardi si rese conto che non si trattava di Colombano, ma intanto il ponte era stato costruito!

Il ponte gobbo, con le sue 11 arcate di diversa altezza, risale nella sua struttura attuale all’epoca medievale, ma date le diverse piene del fiume e trasformazioni della strada che corre lungo la vallata, la ss 45, è stato ristrutturato e parzialmente ricostruito diverse volte.

Questo secondo me è uno dei luoghi assolutamente da non perdere durante una visita di Bobbio! Totalmente pedonale costituisce una passeggiata piacevole, ed è anche un punto panoramico spettacolare verso la cittadina e il Monte Penice. Inoltre se lo si percorre interamente è possibile raggiungere il sentiero che ricalca l’antica via utilizzata dai monaci per spostarsi verso altri monasteri collegati a quello di Bobbio, oggi è un bel percorso trekking che corre lungo il crinale dell’appennino, che nel giro di poco tempo potrebbe essere riconosciuto come Itinerario Culturale Europeo del Consiglio d’Europa chiamato Cammino di San Colombano.

Per poter raggiungere il ponte a piedi potete parcheggiare gratuitamente l’auto nei pressi del centro storico: raggiungendo piazza San Francesco, svoltate a sinistra verso via Sopramura, pochi metri dopo aver superato la grande Chiesa di San Francesco (sempre alla vostra sinistra), trovate un parcheggio; nel caso in cui questo fosse pieno, potete cercare posto nei pressi di Piazza San Francesco, in Largo Stefania Trioglio, o Via di Corgnate o in piazza XXV Aprile (queste vie si trovano ad una distanza tra i 300 e i 650 metri dal ponte).

Dopo aver passeggiato sul Ponte Gobbo, ritornate a piedi verso il centro di Bobbio. Passate da Piazzetta di Porta Agazza, salite lungo il vicolo che con pochi passi vi fa raggiungere la centrale Piazza Duomo; da qui imboccando la Contrada di Porta Nova percorrete la strada dello shopping. Troverete negozi di abbigliamento e di alimentari; in questi ultimi troverete i prodotti tipici del territorio come ad esempio i vini dei colli piacentini, i salumi e i funghi secchi.

Continuando il nostro percorso, dopo aver percorso 100 metri della Contrada di Porta Nova svoltate a sinistra arrivate in Piazza Santa Fara. Siete di fronte ad un bel giardino e un lungo porticato, si tratta dell’ex Monastero di San Colombano, che si sviluppò qui intorno al IX secolo, dopo aver abbandonato l’altura dove si trovava originariamente la chiesetta di San Pietro ricevuta dal Re Agilulfo. Di quel primo edificio monastico resta traccia nei documenti; probabilmente era situato dove oggi è quel che resta del Castello Malaspina, il cui Torrione del XIV secolo domina oggi Bobbio dall’alto.

Il monastero del IX secolo, venne trasformato definitivamente tra il 1456 e il 1522. Chiuso in epoca napoleonica,  oggi gli edifici che lo costituivano ospitano diverse strutture, come il Museo di San Colombano, il Museo della città di Bobbio e, di recentissima apertura (novembre 2015), il Museo della collezione Mazzolini (dedicato all’arte del 1900). I monumenti e i Musei da visitare a Bobbio come potete capire sono molti, così come è affascinante passeggiare nei vicoli e lungo alcuni portici medievali caratterizzati dalle case in sasso.
In quest’occasione però vi voglio portare alla scoperta di alcuni tesori del periodo longobardo e di poco successivi all’arrivo a Bobbio di San Colombano.

Passando dal portico di Piazza Santa Fara raggiungete l’ingresso della Chiesa di San Colombano, edificio rinascimentale, costruito su fondamenta medievali e scendete nella cripta. Qui poste alle pareti ai due lati del Monumento sepolcrale di San Colombano, eseguito nel 1480, si trovano le lastre sepolcrali di Attala e Bertulfo (VIII e IX secolo), gli abati che succedettero a San Colombano. Le decorazioni delle lastre mostrano nastri intrecciati, cerchi rotanti, croci, anelli a catena, immagini tipiche dello stile decorativo alto medievale longobardo. A destra dell’ingresso della cripta si ammira la cancellata in ferro battuto, i suoi intrecci sono talmente fitti, costituiti da motivi a girali e nodi, che in passato il fedele riusciva a scorgere a malapena i monaci che occupavano l’altra parte della chiesa. In cima al cancello sono due ulteriori decorazioni simboliche, il gallo e l’albero, un richiamo alle ore di preghiera e all’albero della vita.

Nel Museo di San Colombano, situato in uno degli ambienti dell’ex monastero, troviamo la lastra sepolcrale dellabate Cumiano, uno tra i più famosi capolavori dell’arte longobarda. La lastra risale al cosiddetto periodo d’oro, l’epoca di Liutprando (VII-VIII secolo), al centro reca l’iscrizione funebre dedicata all’abate leggibile in un verso, incorniciata da elegantissimi girali con simboli eucaristici come le colombe e Kantharos scolpiti nel verso opposto, un tempo erano impreziosite da paste vitree. Sul lato opposto della lastra si trova una decorazione a girali geometrica aggiunta un secolo più tardi, a testimonianza del fatto che in passato si riutilizzassero lastre già esistenti.

Un’ultima testimonianza, che conferma l’importanza di questo sito monastico in epoca Longobarda, è la presenza nel museo delle Ampolle votive, a testimonianza del viaggio in Terra Santa dei pellegrini. Contenevano l’olio che ardeva nella lampada del Santo Sepolcro, e sono decorate esternamente con immagini di santi, croci gemmate o il tempio di Gerusalemme. Si tratta di reperti del VII-VIII secolo, stesso periodo delle Eulogie, medaglioni votivi in terracotta, provenienti dalla Terra Santa sui quali sono impresse a stampo immagini come l’Apparizione di Cristo alla Maddalena o una figura in preghiera con le braccia alzate. Grazie ad una lente di ingrandimento posta su binari scorrevoli sulla teca espositiva, vi sarà possibile osservare tutti questi particolari. Sono reperti sono molto rari, che si trovano solo qui e a Monza nel Museo del Tesoro del Duomo o di Teodolinda.

La città di Bobbio è da sempre meta di pellegrinaggio. In passato il pellegrino irlandese che proseguiva per Roma o per la Terra Santa passava di qui. Oggi continuano a scegliere questa meta sia gli irlandesi che i pellegrini provenienti dai luoghi dove si trovano gli altri monasteri fondati da Colombano o dal suo compagno di viaggio San Gallo (Francia, Austria e Svizzera).

Bobbio ha siglato recentemente un accordo di partenariato con Bangor e nel 2015, in occasione delle celebrazioni XIV centenario della morte di San Colombano, i visitatori e i pellegrini stranieri sono stati davvero tanti!

I motivi di una visita a Bobbio sono dunque diversi, la storia, la cultura, l’arte, la montagna, il Trebbia. L’estate è sicuramente il periodo di maggiore affluenza dei turisti e, proprio a luglio, da diversi anni qui si organizza un Festival dal titolo Irlanda in musica, che sottolinea questo legame di Bobbio con l’Irlanda e le sue tradizioni, e che mette al centro la musica. Durante queste serate si possono ascoltare i concerti di affermati musicisti irlandesi, e ovviamente uno stand gastronomico propone anche le birre irlandesi, tanto apprezzate anche qui.

Un ulteriore motivo per scoprire questo gioiello dell’appennino piacentino!

Informazioni utili:

Chiesa di San Colombano orari di apertura 8:00- 19:00

Museo di San Colombano: orari e giorni di apertura

Da Novembre a Marzo: Sabato 15:00 – 17:00 – Domenica e Festivi 10:30 – 12:30 15:00-17:00

Settembre, Ottobre , Aprile, Maggio e Giugno:

sabato 16:30 – 18:30 -Domenica e festivi 10:30 – 12:30 – 16:30 -18:30

Luglio – Agosto : da mercoledì a sabato  16:30 -18:30 – Domenica e festivi 10:30 – 12:30 – 16:30 -18:30

Costi ingressi: intero 3,00 Euro ridotto 2,00 Euro

Festival Irlanda in Musica 22- 23 e 24 luglio 2016:

https://www.facebook.com/irlandainmusica/

Come arrivare

Se arrivate da Milano o da Bologna in autostrada A1, oppure da Brescia o Cremona in autostrada A21, prendete l’uscita autostradale Piacenza sud. Da qui vi immettete nella Tangenziale di Piacenza per 7, 3 km, alla grande rotonda che interrompe la tangenziale, prendete la seconda uscita per la SS 45 in direzione Genova proseguendo fino a Bobbio per 41 km. Possibilità di parcheggio in Piazza XXV Aprile, Via di Corgnate, Largo Stefania Trioglio, Piazza San Francesco.

Se arrivate da Torino o Genova in autostrada A21 potete proseguire fino all’uscita Piacenza sud e seguire le indicazioni precedenti, oppure uscite a Piacenza Ovest prendete via I Maggio e proseguite per 190 metri fino alla prima rotonda, prendete la prima uscita lungo Via Einaudi fino alla seconda rotonda, qui vi immettete in Tangenziale (inframezzata da 3 rotonde seguite inizialmente sempre la direzione Bologna/Parma) fino a quando arriverete alla grande rotonda della Galleana e alla prima uscita imboccherete la SS45 in direzione Genova fino a Bobbio proseguendo per 41 km. Possibilità di parcheggio in Piazza XXV Aprile, Via di Corgnate, Largo Stefania Trioglio, Piazza San Francesco.