Per il mese di giugno voglio proporvi un itinerario a Piacenza da fare in bicicletta.

Come già potevate immaginare dalla foto di copertina del blog mi piace molto andare in bicicletta, è un mezzo molto pratico per girare una città di pianura come Piacenza e, si raggiunge qualsiasi parte del centro senza problemi; in più si parcheggia facilmente!!!

Ultimamente la bicicletta è diventata anche di moda, ma a Piacenza la bici si usa da sempre, infatti visitando la città vedrete persone di qualsiasi età in giro con la bici.

Attualmente ci sono molte corsie ciclabili, soprattutto verso la periferia o ai margini del centro storico come lungo le mura rinascimentali, o lungo lo Stradone Farnese.

Il percorso ad anello che vi propongo ha una lunghezza di 8,5 km ed è possibile anche percorrerne solo una parte a seconda dell’interesse e del tempo a disposizione; esso si snoda nel centro tra strade della ZTL e le mura.

Iniziamo il nostro giro dalla Stazione Ferroviaria in piazzale Marcon. Percorriamo la ciclabile lungo Viale S. Ambrogio, costeggiando un bastione austriaco del 1848 per raggiungere piazzale Milano dove al centro si trova il Monumento dedicato ai Pontieri, i militari che costruiscono ponti con le barche e che a Piacenza hanno ancora la loro sede. Il monumento è situato proprio di fronte al ponte sul Po e risale al 1927,  rappresenta i pontieri in guerra mentre spingono un tipico barcone in ferro incitati da una figura femminile a simbolo dell’Italia con in capo l’elmo romano che regge una fiaccola con una mano e con l’altra una vittoria alata.

Svoltiamo a sinistra, e fermandoci subito a destra, vicino ad una vecchia pesa trasformata in bar, ammiriamo il complesso monumentale di Palazzo Farnese e della Cittadella Viscontea. Questo è un punto di osservazione davvero straordinario, siamo ancora ad una certa distanza e proprio per questo riusciamo ad abbracciare con lo sguardo tutti e due gli edifici.

Della Cittadella si vedono la torre circolare e l’accesso con ponte levatoio del 1373, mentre sulla sinistra spicca la mole incompiuta di Palazzo Farnese, edificio rinascimentale progettato nel 1558 dall’architetto di corte Jacopo Barozzi da Vignola. L’edificio doveva sorgere al posto della Cittadella, ma rimase a metà, ciò nonostante risulta imponente, alla fine del 1500 era il palazzo più alto della città, a dimostrazione della potenza dei nuovi duchi. Proseguendo lungo Viale Risorgimento riusciamo ad osservare il lato compiuto, dove la struttura in mattoni è intervallata da pietre bianche che marcano i piani e che decorano le finestre, All’interno del complesso oggi sono ospitati i Musei Civici, tra le collezioni qui presenti vi ricordo il Tondo di Botticelli,il fegato etrusco e la ricchissima sezione dedicata alle carrozze.

Da Piazza Cittadella, tenendo la destra e costeggiando la Caserma del Reggimento Pontieri, si raggiunge attraverso Via Posta dei Cavalli la Via Borghetto; una strada stretta e un po’ tortuosa che in pochi minuti ci conduce alla porta di Borghetto, del 1553, attraversandola possiamo dare uno sguardo alle imponenti Mura rinascimentali progettate da Antonio da Sangallo il giovane nel 1528 e che nel giro di venti anni inclusero anche questo quartiere di origine medievale nella cerchia cinquecentesca.

Rientrando dalla porta Borghetto proseguiamo a destra lungo via Tramello e percorriamo la ciclabile sterrata, che corre lungo il perimetro interno delle mura all’ombra di un bel filare di platani, fino a raggiungere il santuario di S. Maria di Campagna. Il nome ci ricorda che un tempo qui era aperta campagna e , tradizionalmente, viene ricordato come il luogo dove furono sepolti i primi martiri piacentini. L’odierno edificio è rinascimentale e si deve al più importante architetto piacentino, Alessio Tramello.

Dall’esterno la chiesa appare semplice ma imponente, un enorme solido a pianta centrale tutto in mattoni da cui spiccano le lanterne. All’interno potrete ammirare i coinvolgenti affreschi del Pordenone!

La chiesa si affaccia sul Piazzale delle Crociate:  da qui non partì nessuna Crociata in effetti, ma nel 1095 Papa Urbano II aprì un grande Concilio in cui si discusse della Ia Crociata in partenza da lì a poco da Clermond Ferrand.

Percorriamo ora Via Campagna, così come facevano i pellegrini diretti a Roma o in Terrasanta, la cosiddetta “Francigena. (La strada anche oggi è utilizzata da moderni pellegrini che, zaino in spalla, desiderano rifare questo antico percorso). Costeggiamo l’attuale ospedale che è stato il primo vero complesso ospedaliero della città dal 1471. A destra in alto si possono osservare le eleganti decorazioni geometriche delle finestre (un po’ rovinate purtroppo!) di uno degli edifici che un tempo faceva parte del Convento degli Olivetani.  Al termine delle mura dell’ospedale fiancheggiamo alla nostra destra le cappelle sporgenti  della Chiesa di S. Sepolcro, secondo progetto del Tramello, completata nel 1520. La sua intitolazione ricordava al pellegrino la meta finale del suo viaggio. La chiesa monumentale all’interno è priva di affreschi, e proprio per questo da impressione di solennità.

Raggiungiamo Piazza Borgo svoltando a destra lungo via S. Bartolomeo e subito a sinistra lungo via Taverna: la Piazza del Borgo è dominata dalla Torre Scotti, a testimonianza del fatto che in città in epoca medievale c’erano molte torri erette come simbolo di potere. La piazza oggi viene attraversata un po’ distrattamente, ma nel medioevo era sede dei mercanti che successivamente presero il potere in città , luogo di incontro e di scambi, molto più animata di oggi.

Sulla piazza si affaccia la Chiesa di S. Brigida (santa irlandese), era tappa obbligata per i pellegrini che si recavano a Bobbio, in Val Trebbia, dove l’irlandese S. Colombano aveva fondato un ultimo monastero nel settimo secolo. L’edificio di origine medievale fu rimaneggiato nell’ottocento, ed ha interessanti opere pittoriche al suo interno. Purtroppo oggi è un po’ sacrificato, si riesce a malapena a vedere l’abside addosso alla quale è stata costruita una casa.

Pedaliamo lungo Via Garibaldi, l’antica via del Guasto, così chiamata da quando nel 1304 vennero “guastate” le torri e le case della famiglia Scotti dopo la sconfitta subita in guerra dai Visconti milanesi. Oggi la strada non mostra traccia di queste distruzioni, anzi è un susseguirsi di palazzi nobili. Se state seguendo questo percorso durante la settimana potrete anche vedere qualche portone aperto e scorgere dei bei cancelli in ferro battuto ed eleganti cortili, come quello di Palazzo Mischi al n. 24 e quello di Palazzo Anguissola Scotti di Agazzano al n. 36. Noterete anche l’imponente facciata eclettica del Palazzo della Provincia al n. 50

Siamo ancora sull’antica via Francigena, e continuando lungo Via S. Antonino arriviamo alla Chiesa del patrono di Piacenza: S. Antonino; si rimane senza fiato di fronte alla straordinaria possenza dell’edificio, dominato dalla torre ottagonale al centro e dall’elegante Portico trecentesco detto Del Paradiso a sinistra. La Piazza fu il primo centro politico cittadino medievale, e non solo locale dato che qui si firmarono preliminari della Pace di Costanza nel 1183 tra le città della Lega Lombarda e l’Imperatore Federico Barbarossa. In occasione della festa del patrono, che si celebra il 4 luglio, si tiene un grande mercato che invade molte vie della città, e durante la cerimonia religiosa principale la processione che attraversa la piazza è accompagnata anche dalla banda, un’evento imperdibile per chi ama le feste tradizionali!

Oggi la piazza è attorniata da belle facciate di palazzi nobili, tra questi, quella di Palazzo Marazzani Visconti che mostra tracce di affresco raffiguranti un soldato in armatura e dei vasi.

A destra, all’ingresso di Via Verdi troviamo il Teatro Municipale del 1804, volutamente costruito, su commissione dei nobili piacentini ad imitazione della Scala di Milano. La sua elegante facciata neoclassica culmina con un timpano triangolare, e l’ingresso è protetto da un portico dove gli spettatori potevano sostare con le loro carrozze per poter scendere al riparo. Sul selciato della piazza rimane ancora la traccia delle carraie che erano percorse dalle carrozze.

Percorrendo Via Giordani arriviamo al semaforo all’incrocio con lo Stradone Farnese, dove svolteremo a sinistra. Intanto ammiriamo di fronte a noi l’imponente facciata neoclassica della ex Chiesa di S. Agostino, ancora adorna di statue; era la chiesa più grande della città, l’unica a 5 navate, e faceva parte di un grande complesso monastico, che poi fu trasformato in caserma sotto Napoleone, e che oggi è stato parzialmente restaurato e reimpiegato ad usi diversi. Purtroppo è quasi sempre chiusa.

Proprio di fronte alla chiesa si può ammirare, attraverso un cancello, un bel giardino all’inglese abbracciato dalle ali del Palazzo Scotti da Vigoleno. Pedaliamo sulla pista ciclabile dello Stradone, sui marciapiedi sono ancora dei pilastri in pietra che vennero posizionati poco dopo l’apertura della strada a protezione dei pedoni; infatti questa era la prima grande arteria di traffico cittadina, una specie di tangenziale di fine 1500 e le carrozze andavano un po’ troppo veloci rischiando di travolgere qualche povero passante!

Alla fine dello stradone sulla nostra sinistra si trova il complesso in mattoni sormontato da una grande ciminiera, è l’ex macello pubblico, (1894) restaurato negli ultimi anni è diventato l’Urban Center. Qui hanno sede le aule del Politecnico sede distaccata di Milano, il Museo di Storia Naturale e lOil and gas Museum (POGaM). Addentrandovi nel complesso leggerete sopra alle porte dei singoli edifici i nomi degli animali che lì venivano macellati, e vedrete i binari sopraelevati e i ganci che servivano per far spostare le mezzene da un edificio all’altro.

Quasi al termine dello stradone a destra si apre una stradina che collega all’altro tratto di mura rinascimentali. Possiamo percorrerle in bici, facendo attenzione ai molti pedoni!!!!

Una gradevolissima passeggiata asfaltata e costeggiata da platani, si srotola lungo 1,5 km di mura dalla fine del 1700; il Facsal, come lo chiamano i piacentini, deve il suo nome ai celebri giardini londinesi Vauxhall. Piacenza è, insieme a Ferrara, l’unica città dell’ Emilia Romagna che ha mantenuto una buona parte della cinta muraria ( 3 km) e l’ha in parte trasformata in luogo di svago, preservandola così dalla distruzione.

Le Mura possono essere anche ammirate dall’esterno grazie alla pista ciclabile che corre parallela lungo Via IV Novembre. Noterete anche dei binari, ormai inutilizzati, (qui passava il trenino che andava verso la collina per 36 km fino alla località di Bettola) e  costeggiandoli ritornerete così alla stazione ferroviaria.

Il percorso appena descritto è volutamente un po’ tortuoso e sufficientemente lungo in modo da poter vedere vari aspetti della città, e permette di fare un bel giro in bici lungo strade relativamente tranquille, e spero vi dia degli spunti per una visita più approfondita di alcuni monumenti.

INFO UTILI

Consigli per le visite alle chiese per programmare il vostro itinerario fate attenzione agli orari di apertura, e alle celebrazioni religiose

Apertura di S. Maria di Campagna:  8:00- 12:00 e 15:30- 19:00

Apertura Santa Brigida: Feriali 8:00- 12:00 e 15:30- 19:00 – Festivi 8:00- 12:45 e 15:30- 19:15

Apertura Sant’Antonino: Feriali 8:00- 12:00 e 16:00- 19:00 – Festivi 8:30 – 12-30 – 20:00-21:30

Musei di Palazzo Farnese:
Martedì, mercoledì, giovedì : 9:00-13:00 - venerdì e sabato : 9:00 – 13:00  e  15:00 – 18:00
Domenica9:30 – 13:00  e 15:00 – 18:00
La biglietteria chiude 30 minuti prima della chiusura dei musei- Lunedì Chiuso

Museo di Storia Naturale:
Martedì, mercoledì e venerdì  9:30 -12:30
Giovedì, sabato e domenica 9:30 – 12:30 – 15:00 18:00
Lunedì chiuso.

Museo POGAM
visitabile solo su prenotazione, vedi sito.