Cucina piacentina: turtlitt di carnevaleInauguriamo una nuova rubrica di consigli culinari strettamente piacentini. Prendendo il via di martedì grasso, la ricetta di oggi non può non essere un dolce tipico del Carnevale, il turtlitt.

Si tratta di un tortello dolce ripieno e fritto. Ai tempi delle nostre nonne nello strutto, adesso in un più sobrio olio di arachidi.
Come di ogni ricetta provinciale, ne esistono migliaia di versioni (una per ogni famiglia, più o meno…): anche Carmen Artocchini nei suoi mitici volumi “400 ricette della cucina piacentina” e “Piacenza a tavola” ne riporta tre versioni e nessuna di queste è uguale alla nostra…

Pasta:

  • 1 kg di farina
  • 6 uova (uno intero e 5 tuorli)
  • 125 gr. di burro
  • 150 gr di zucchero
  • la buccia grattugiata di un limone
  • un pizzico di sale
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • Ripieno:

  • 6 hg di castagne secche bollite e tritate
  • 6 hg di mostarda di Cremona
  • 2 hg di amaretti tritati
  • 3 cucchiai di cioccolato dolce in polvere
  • 1 cucchiaio di caffè macinato
  • 2/3 cucchiai di marmellata fatta in casa
  • un bicchierino di liquore (brandy o cognac)
  • Tritare gli ingredienti e amalgamare il tutto in una crema piuttosto solida.

    Dopo aver tirato la pasta a macchina (a noi piace sottile!), dosare il ripieno e chiudere come fossero ravioli. I contorni del turtlitt devono essere leggermente premuti con i rebbi di una forchetta: l’operazione serve a sigillare il tortello ma soprattutto a conferirgli l’aspetto tradizionale!
    Per la cottura, i turtlitt devono essere immersi nell’olio bollente finchè non cominciano a dorare. Una volta raffreddati, occorre cospargergerli di zucchero a velo. Ed eccoli pronti per essere gustati!

    Se avanza un po’ di pasta – ed è bene che sia così! – è possibile ricavarne i ciaciar, le chiacchiere o frappe. Si taglia la pasta a losanghe e un lembo viene fatto passare attraverso una fessura incisa nel mezzo. Come i turtlitt, devono essere fritte e cosparse di zucchero. Buon appetito!