{"id":7566,"date":"2017-01-23T12:58:12","date_gmt":"2017-01-23T12:58:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.atlanteguide.com\/sito\/cose-da-sapere-sul-guercino-prima-della-mostra-di-piacenza\/"},"modified":"2017-01-23T12:58:12","modified_gmt":"2017-01-23T12:58:12","slug":"cose-da-sapere-sul-guercino-prima-della-mostra-di-piacenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.atlanteguide.com\/en\/cose-da-sapere-sul-guercino-prima-della-mostra-di-piacenza\/","title":{"rendered":"COSE DA SAPERE SUL GUERCINO PRIMA DELLA  MOSTRA DI PIACENZA"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->Manca poco all&#8217;inaugurazione a <strong>PIACENZA<\/strong> della <strong>MOSTRA<\/strong> <strong>DEDICATA A GIOVANNI BARBIERI DA CENTO<\/strong>, meglio conosciuto come il <strong>GUERCINO<\/strong>; aprir\u00e0 il 4 marzo e sar\u00e0 visitabile fino al 4 giugno 2017. Un\u2019occasione da non perdere! Infatti oltre a poter ammirare una ventina di suoi dipinti e disegni riuniti nella <strong>Cappella Ducale di Palazzo Farnese<\/strong> (provenienti da diversi musei e chiese: da Cento, Bologna, Genova, Roma\u2026), si potr\u00e0 vedere finalmente da vicino la <strong>Cupola della Cattedrale<\/strong> che Guercino affresc\u00f2 tra il 1626 e il 1627.<\/p>\n<p>Non tutti comunque sanno chi fosse Guercino, e qualche turista distratto o frettoloso che finora ha visto di sfuggita la cupola del Duomo potrebbe non sapere delle altre opere che il pittore esegu\u00ec a Piacenza, e dell\u2019eredit\u00e0 artistica che lasci\u00f2 in citt\u00e0 e che si pu\u00f2 scoprire visitando alcune chiese cittadine. Cos\u00ec vorrei raccontarvi qualcosa di questo artista sperando di suscitare la vostra curiosit\u00e0, e di vedervi prossimamente a Piacenza.<\/p>\n<p>Guercino nacque a Cento, nella pianura Ferrarese, nel 1591 e visse 75 anni. La prima curiosit\u00e0 riguarda il suo soprannome, tutti si chiedono infatti il perch\u00e9 di questo strano appellativo. A quanto pare fu un incidente sub\u00ecto in culla, un forte spavento caus\u00f2 il suo strabismo, che per fortuna non pregiudic\u00f2 la sua attivit\u00e0 futura!<\/p>\n<p>[pullquote]<\/p>\n<h4>Guercino a Piacenza dal 4 Marzo al 4 Giugno 2017:<\/h4>\n<p><strong>visite guidate in Mostra :<br \/>\nATLANTE SAS +39.334.1553061<br \/>\n<\/strong><a href=\"mailto:eventi@atlanteguide.it\">eventi@atlanteguide.it<\/a><br \/>\n[\/pullquote]<\/p>\n<p>Inizi\u00f2 molto presto come <strong>pittore autodidatta<\/strong>, dato che il suo primo insegnante non era abbastanza stimolante per lui. Tanta era la sua passione per il disegno e per la pittura che da ragazzo disegnava ovunque, sui muri, per terra, nella polvere della strada, su tavole e su carta! A 16 anni, dopo un breve apprendistato da un pittore a Cento, pass\u00f2 al grado successivo e divenne suo collaboratore. Era talmente abile nello studio della figura umana che, sempre a Cento, poco dopo, apr\u00ec un\u2019 <strong>Accademia di nudo<\/strong> presso la residenza di un nobile locale, e nel 1618 invi\u00f2 a Venezia i disegni di anatomie per pittori principianti.<\/p>\n<p>I suoi primi incarichi furono soprattutto a Bologna, per conto di religiosi o nobili. La citt\u00e0 era all\u2019epoca la seconda citt\u00e0 dello Stato Pontificio, l\u00ec il Cardinale Ludovisi, aveva ammirato la bravura di Guercino dicendo di lui ad altri facoltosi religiosi <strong>\u201c\u00e8 un gran disegnatore e felicissimo coloritore\u201d<\/strong>. E una volta divenuto Papa con il nome di Gregorio XV commission\u00f2 a Guercino la realizzazione dell\u2019<strong>\u201dAurora\u201d<\/strong> per il soffitto del salone della sua residenza romana, il <strong>Casino Ludovisi<\/strong>. In quest\u2019opera Guercino supera gli sfondati che Correggio aveva eseguito a Parma, spezza i limiti architettonici con festoni e riempie i suoi cieli di nubi. E\u2019 in un certo senso in concorrenza con un\u2019altra Aurora eseguita anni prima da Guido Reni sempre a Roma a Palazzo Borghese, e si pu\u00f2 dire che con questa Guercino inizi la sua interpretazione del barocco maturo.<a href=\"http:\/\/www.atlanteguide.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Guercino-Studio-di-panneggio-per-Fuga-in-Egitto-tamburo-della-cupola-del-Duomo-di-Piacenza-dal-libro-di-Prisco-Bagni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright  wp-image-6269\" title=\"Guercino - studio di panneggio per Fuga in Egitto Cupola del Duomo di Piacenza - tratto dal libro di Prisco Bagni\" src=\"http:\/\/www.atlanteguide.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Guercino-Studio-di-panneggio-per-Fuga-in-Egitto-tamburo-della-cupola-del-Duomo-di-Piacenza-dal-libro-di-Prisco-Bagni-e1484929745826-300x270.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"189\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel 1623, al ritorno da Roma, Guercino avvi\u00f2 una <strong>bottega efficiente<\/strong>\u00a0e moderna in collaborazione con il fratello e i cognati. Aveva molti committenti sia nei dintorni di Cento come anche stranieri per i quali effettuava la vendita per corrispondenza. Grazie al libro dei conti, tenuto dal fratello Antonio, scopriamo il suo <strong>tariffario<\/strong>. Il prezzo variava a seconda se doveva dipingere una figura intera (125 ducatoni) o una mezza figura (80 ducatoni). Un\u2019ulteriore variabile era dovuta ai colori usati: se il committente richiedeva un maggiore uso del pregiato blu lapislazzulo o dell\u2019azzurro oltremare il prezzo saliva. Le opere fatte dagli altri pittori della bottega, originali o copie dei suoi dipinti, non erano mai segnate nel libro dei conti, e ovviamente avevano un costo inferiore.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.atlanteguide.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Cupola-duomo-totale-verso-transetto-destro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-6242\" title=\"Piacenza - Cupola Duomo - Foto di Valentina Fiocchi\" src=\"http:\/\/www.atlanteguide.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Cupola-duomo-totale-verso-transetto-destro-104x104.jpg\" alt=\"\" width=\"104\" height=\"104\" \/><\/a>Nel <strong>1626<\/strong> Guercino arriv\u00f2 finalmente a <strong>Piacenza<\/strong>, venne chiamato qui a completare l\u2019incarico di Morazzone, che mor\u00ec poco dopo l\u2019inizio degli affreschi della cupola del Duomo, dopo aver dipinto solo due vele.<\/p>\n<p>La <strong>cupola<\/strong> costitu\u00ec per Guercino una <strong>vera e propria sfida<\/strong>, nel Seicento la maggior parte dei pittori aveva abbandonato la tecnica dell\u2019affresco, dipingendo soprattutto a secco, oppure ad olio su intonaco, tecnica usata da Guercino in alcune sue prime opere. Insomma eseguire affreschi era un lavoro faticoso, complicato, e le impalcature erano considerate molto pericolose, davvero pochi ormai accettavano questi incarichi!<\/p>\n<p>Il Guercino ebbe comunque diverse ragioni per accettare, si trattava di un lavoro ben pagato (ben 1900 ducatoni e alloggio gratuito) e, in pi\u00f9 questa era per lui l\u2019occasione per dipingere accanto agli affreschi di <strong>Ludovico Carracci<\/strong>, sua fonte di ispirazione<\/p>\n<p>Dovette fare diversi <strong>studi preparatori<\/strong>, l\u2019affresco non ammetteva cambiamenti durante l\u2019esecuzione, mentre lui invece amava improvvisare e cambiare i dettagli durante l\u2019esecuzione. I disegni prodotti a Piacenza da Guercino sono molti di pi\u00f9 di quelli eseguiti per qualsiasi altro suo progetto. Ne esegu\u00ec ad inchiostro e acquerello per delineare la composizione, a penna e inchiostro per gli studi definitivi delle figure, e infine i <strong>panneggi<\/strong>, qui tanto ammirati dai critici, li esegu\u00ec a carboncino.<\/p>\n<p>Mentre nelle prime opere di Guercino si notano i forti contrasti di luce che enfatizzano i gesti concitati, nella cupola di Piacenza possiamo osservare, specie nei maestosi profeti realizzati nelle vele, un uso pi\u00f9 pacato del <strong>colore<\/strong> e di conseguenza immagini meno frenetiche. I contorni sono pi\u00f9 delineati, e le teste cos\u00ec come i volti dei profeti esprimono una <strong>bellezza<\/strong> <strong>classica<\/strong>, caratterizzati da un\u2019<strong>espressione serena<\/strong>. Tutto appare <strong>monumentale<\/strong>, ed era necessario data l\u2019altezza della cupola (ben 33 metri!). Nel tamburo della cupola, si trovano, presso le finestre, le sibille; mentre quattro scene del Nuovo Testamento sono raffigurate nelle lunette. In quest\u2019ultime \u00e8 presente il paesaggio nello sfondo; Guercino nel suo primo periodo dette un nuovo impulso al<strong> naturalismo<\/strong>, nei suoi paesaggi riusciva a rendere l\u2019atmosfera, il movimento delle nuvole e degli alberi e il tremolio della luce!<\/p>\n<p>Con la cupola di Piacenza dunque lo stile di Guercino si evolve definitivamente, comincia una nuova fase, classica: con immagini pi\u00f9 pacate e un uso differente del colore e della luce. Tutto questo si potr\u00e0 notare proprio facendo un confronto tra le opere in mostra e la cupola del Duomo.<\/p>\n<p>Degli stessi anni \u00e8 la tela nel Santuario di S. Maria di Campagna \u201c<strong>L&#8217;angelo appare a Manue e alla moglie<\/strong>\u201d(storicamente attribuito al Guercino anche se manca il contratto), il dipinto \u00e8 parte del fregio posto alla base delle volte. Da una certa distanza si potr\u00e0 ammirare il profondo paesaggio e la speciale luce crepuscolare nello sfondo che fa risaltare l\u2019angelo in primo piano. Un dipinto davvero suggestivo!<\/p>\n<p>Ultimo importante dipinto ad olio di Guercino, effettuato tra il1632 e il 1634 per i frati cappuccini di S. Rita, \u00e8 \u201c<strong>San Francesco riceve le stimmate<\/strong>\u201d. Quest\u2019ultima tela \u00e8 al momento in restauro proprio all&#8217;interno di Palazzo Farnese, e si prevede che sar\u00e0 pronta in tempo per essere esposta in mostra.<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro che, dopo aver eseguito queste opere tanto innovative a Piacenza, Guercino non lasci\u00f2 indifferenti artisti, anche gi\u00e0 affermati, che arrivarono negli anni successivi in citt\u00e0. Ad esempio nelle opere di <strong>Camillo Gavasetti<\/strong>, eseguite nel presbiterio di S. Antonino, in S. Brigida, e in Santa Maria di Campagna potremo fare degli interessanti confronti<\/p>\n<p>Insomma non dovrete assolutamente farvi scappare l\u2019occasione di conoscere questo aspetto di Piacenza! <strong>Nel periodo barocco<\/strong> si rinnovarono edifici religiosi e civili e la Piazza Grande venne abbellita con i <strong>maestosi monumenti equestri del Mochi.<\/strong> Una citt\u00e0 dai mille volti, che in occasione di questa mostra offre nuove spunti per una visita.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9 potete seguire le nostre iniziative, come le <a href=\"http:\/\/www.atlanteguide.com\/il-guercino-a-piacenza\" target=\"_blank\">visite guidate alla mostra e i percorsi guerciniani in citt\u00e0.<\/a><\/strong><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Manca poco all&#8217;inaugurazione a PIACENZA della MOSTRA DEDICATA A GIOVANNI BARBIERI DA CENTO, meglio conosciuto come il GUERCINO; aprir\u00e0 il 4 marzo e sar\u00e0 visitabile fino al 4 giugno 2017. Un\u2019occasione da non perdere! 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