{"id":7632,"date":"2013-12-20T10:12:40","date_gmt":"2013-12-20T10:12:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.atlanteguide.com\/sito\/una-ricetta-al-mese-gli-anolini-piacentini\/"},"modified":"2013-12-20T10:12:40","modified_gmt":"2013-12-20T10:12:40","slug":"una-ricetta-al-mese-gli-anolini-piacentini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.atlanteguide.com\/en\/una-ricetta-al-mese-gli-anolini-piacentini\/","title":{"rendered":"Una ricetta al mese: gli anolini piacentini"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><a href=\"http:\/\/www.atlanteguide.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/anolini-preparazione-riempimento1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-3929\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3929\" title=\"anolini-preparazione-riempimento\" src=\"https:\/\/www.atlanteguide.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/anolini-preparazione-riempimento1-450x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.atlanteguide.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/anolini-preparazione-riempimento1-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.atlanteguide.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/anolini-preparazione-riempimento1-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.atlanteguide.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/anolini-preparazione-riempimento1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.atlanteguide.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/anolini-preparazione-riempimento1-219x146.jpg 219w, https:\/\/www.atlanteguide.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/anolini-preparazione-riempimento1-50x33.jpg 50w, https:\/\/www.atlanteguide.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/anolini-preparazione-riempimento1-113x75.jpg 113w, https:\/\/www.atlanteguide.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/anolini-preparazione-riempimento1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In occasione delle feste, illustriamo la ricetta di un piatto veramente tradizionale della cucina piacentina. In altre zone d&#8217;Italia li chiamano ravioli: noi li chiamiamo anolini o <em>anvein <\/em>in dialetto, e pensiamo di essere gli unici.<br \/>\nPerch\u00e8 unici sono i nostri anolini, appunto (abbiamo cercato di trattenerci, ma si sa che il campanilismo enogastronomico infiamma gli animi anche pi\u00f9 del calcio e della politica).<\/p>\n<p>Gli anolini piacentini sono un piatto un po&#8217; laborioso; confezionarli richiede vari passaggi e diverse ore in piedi, ed \u00e8 per questo che ancora oggi nelle famiglie la giornata dedicata alla preparazione \u00e8 da considerarsi piena, e vengono convocate pi\u00f9 persone possibili &#8211; pi\u00f9 spesso donne &#8211; con una divisione dei ruoli piuttosto rigida: chi \u00e8 addetto al riempire, chi al chiudere e tagliare, chi a tirare la pasta e chi &#8211; ruolo che si pu\u00f2 affidare senza danni anche ad un uomo &#8211; al sistemare i piccoli anolini in bell&#8217;ordine su un vassoio.<\/p>\n<p>Come sempre, esistono diverse varianti. Nella zona della Val d&#8217;Arda, per esempio, il ripieno non contiene carne.<br \/>\nPer quanto riguarda le dosi, ognuno si regola in base alla propria ricetta di famiglia, tramandata a volte a voce o appuntata su vecchi quaderni. In generale, sfidiamo chiunque a farsi spiegare con precisione la ricetta: la cuoca \u00e8 sempre approssimativa sulle dosi, come se fosse la preparazione stessa a richiedere la giusta quantit\u00e0 di questo o quell&#8217;ingrediente.<\/p>\n<p>Non come in un documento del 1797 conservato all&#8217;Archivio di Stato di Piacenza, dove si legge:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>&#8220;Dose per il ripieno [degli anolini] di 52 pezzi.<br \/>\nOnce 10 e 1\/2 di formaggio, n. 3 uova,<br \/>\npane da pristinaio [secco], midolla di manzo, cervellato.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><br \/>\nUna precisione che ci insospettisce: questo documento viene dall&#8217;archivio di una famiglia nobile, ma ben sappiamo che queste ricette non sono state create da cuochi blasonati, bens\u00ec dalle donne di campagna, che avevano a disposizione solo alcuni ingredienti in determinati momenti dell&#8217;anno, e dovevano con questi imbastire i piatti migliori, soprattutto in occasione delle feste comandate.<\/p>\n<p>Ma veniamo ora alla ricetta.<br \/>\nSi inizia il giorno prima con la preparazione dello stracotto.<\/p>\n<h3>Stracotto<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.atlanteguide.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/stracotto-per-anolini-piacentini1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-3936\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-3936\" title=\"stracotto-per-anolini-piacentini\" src=\"http:\/\/www.atlanteguide.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/stracotto-per-anolini-piacentini1-300x270.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"216\" \/><\/a><\/p>\n<ul>\n<li>7\/8 hg polpa di manzo<\/li>\n<li>3 hg carne maiale<\/li>\n<li>1 hg di burro<\/li>\n<li>aglio<\/li>\n<li>carota, sedano, cipolla<\/li>\n<li>1 bicchiere di vino<\/li>\n<\/ul>\n<p>Fate soffriggere in una pentola il burro con le verdure tritate grossolanamente. Rosolate la carne precedentemente steccata con l&#8217;aglio ed eventualmente lardellata. Aggiungete a piacimento un bicchiere di vino rosso secco, un Gutturnio ad esempio. Una volta ristretto, coprite con acqua o brodo, aggiustate di sale, e lasciatelo <em>stracuocere<\/em>, appunto, per 5\/6 ore, finch\u00e8 la carne sar\u00e0 ben cotta e il sugo denso e saporito.<br \/>\nTradizionalmente, per questo tipo di cottura si usa una grande pentola di terracotta, detta <em>stu\u00f2n<\/em>.<br \/>\n<BR CLEAR=LEFT><\/p>\n<h3>Ripieno<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.atlanteguide.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/ingredienti-pasta-anolini-piacentini.jpg\" rel=\"attachment wp-att-3930\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-3930\" title=\"ingredienti-pasta-anolini-piacentini\" src=\"http:\/\/www.atlanteguide.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/ingredienti-pasta-anolini-piacentini-300x219.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"175\" \/><\/a><\/p>\n<ul>\n<li>stracotto<\/li>\n<li>Grana Padano o Parmigiano Reggiano, in peso uguale a quello dello stracotto<\/li>\n<li>pane grattugiato, in peso corrispondente circa alla met\u00e0 di quello del formaggio<\/li>\n<li>noce moscata<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tritate finemente lo stracotto, aggiungete il formaggio grattugiato e il pane scottato con il sugo dello stracotto, mescolate il tutto aggiungendo noce moscata.<br \/>\n<BR CLEAR=LEFT><\/p>\n<h3>Pasta<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.atlanteguide.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/pasta-fatta-in-casa-cucina-piacentina.jpg\" rel=\"attachment wp-att-3932\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-3932\" title=\"pasta-fatta-in-casa-cucina-piacentina\" src=\"http:\/\/www.atlanteguide.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/pasta-fatta-in-casa-cucina-piacentina-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"159\" \/><\/a><\/p>\n<ul>\n<li>6 uova<\/li>\n<li>1 kg di farina<\/li>\n<li>sale<\/li>\n<\/ul>\n<p>Disponete la farina a fontana e rompete le uova al centro.<br \/>\nAggiungendo un po&#8217; di acqua calda e sale, lavorate la farina in modo da formare un impasto morbido ed elastico.<br \/>\n<BR CLEAR=LEFT><\/p>\n<p>Stendete la pasta in lunghe strisce. Al centro, porzionate piccole quantit\u00e0 di ripieno, leggermente distanziate tra loro. Richiudete la striscia di pasta attorno al ripieno: questa \u00e8 una fase molto delicata, che decide del futuro dei vostri anolini, se rimarranno chiusi durante la cottura oppure no.<br \/>\nUna volta sigillati con le mani, tagliateli con l&#8217;apposito stampino a forma di mezzaluna crestata.<br \/>\nOra gli anolini sono pronti e possono essere disposti ordinatamente su un vassoio.<\/p>\n<p>Ovviamente gli anolini devono essere esaltati da un ottimo brodo. Il migliore \u00e8 quello in terza, preparato cio\u00e8 con tre tipi di carne (manzo, maiale, gallina o cappone): una volta scaldato il brodo, versate gli anolini e in qualche minuto saranno pronti.<br \/>\nServiteli fumanti con un buon bicchiere di Gutturnio.<\/p>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione delle feste, illustriamo la ricetta di un piatto veramente tradizionale della cucina piacentina. In altre zone d&#8217;Italia li chiamano ravioli: noi li chiamiamo anolini o anvein in dialetto, e pensiamo di essere gli unici. 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