Oggi vi porto a Grazzano Visconti, borgo neomedievale, in provincia di Piacenza, situato ai piedi delle colline della Val Nure.

La prima cosa che il visitatore nota è che l’aspetto medievale del borgo sia particolarmente curato, e quindi la prima domanda che si fa, e che fa alla guida è: ma è antico o è stato ricostruito?

E qui è difficile convincere il visitatore che si tratta di una costruzione in stile medievale completata solo 100 anni fa!  Effettivamente il borgo riporta in tutto e per tutto alle architetture tipiche del medioevo e si stenta a credere che prima qui non ci fosse nulla o quasi.  Non c’è nulla di ricostruito, perché nulla è stato distrutto, prima in questo luogo c’erano pochi edifici rurali. Il villaggio nasce in un territorio coltivato, di contorno ad un castello del 1395, fatto erigere dalla nobile casata Anguissola, ed ereditato dai Visconti di Modrone.

Giuseppe Visconti di Modrone, conte di Lonate Pozzolo e Duca di Grazzano Visconti, uomo colto e anticonvenzionale, dopo aver fatto restaurare il castello dall’architetto Alfredo Campanini, e averlo fatto circondare da un parco all’inglese e da un giardino all’italiana, decise di creare a pochi passi dal maniero una città ideale, un borgo per l’artigianato.

Anche se a qualcuno potrà sembrare un capriccio, all’epoca in molti lo pensarono, non fu un’idea visionaria, anzi già esistevano progetti simili, basti pensare al Borgo del Valentino a Torino (1884) dove si riproduce lo stile medievale per un’Esposizione Internazionale o a Crespi d’Adda in Lombardia, dove si crea un villaggio per gli operai della fabbrica vicina, ad esempi simili in Inghilterra o in Germania.

In un momento in cui, all’inizio del 1900, nasce l’industria, Giuseppe Visconti teme che l’esperienza degli artigianati che lavorano il ferro battuto e che intagliano il legno vada persa per sempre, così crea questo villaggio, con scuola – laboratorio, chiamata l’Istituzione, per preservarla, senza pensare ad un tornaconto.  Predilige lo stile medievale, anche se alcuni edifici imitano lo stile rinascimentale, influenzato da quel movimento culturale che un secolo fa era tanto di moda, il Romanticismo.

Così passeggiando per le vie del borgo vi sembrerà di essere tornati indietro nel tempo, le case sono in parte ancora affrescate con gli stemmi viscontei e le imprese della famiglia, e con il famoso motto “Frangar non flectar”(= mi spezzerò ma non mi piegherò- motto battagliero che ci riporta alle origini militari della casata milanese); osserverete le finestre decorate con la terracotta a stampo, e  i camini dalla forma bizzarra, che in alcuni casi richiamano i merli a coda di rondine dei castelli ghibellini.

L’intento non era di creare un luogo turistico, ma inevitabilmente i nobili, amici dei Visconti lo scelsero come meta delle loro scampagnate, gli stessi Savoia lo visitarono più volte, e la Regina Elena non smetteva di meravigliarsi davanti al Gallo in ferro battuto che sembrava vivo, tanto era ben fatto!

Così ancora oggi alcuni artigiani portano avanti questa tradizione, e visitando Grazzano Visconti potrete curiosare tra i negozietti che espongono oggetti di arredo in ferro battuto, e altri manufatti che incontrano i gusti attuali del pubblico. Insomma ce né un po’ per tutti i gusti!

Nel borgo ci sono tutti gli edifici rappresentativi del villaggio ideale:

l’Oratorio delle Grazie, con una porta lignea intagliata che raffigura l’Annunciazione, il Teatro, dove un tempo si rappresentavano le opere scritte per diletto da Giuseppe Visconti, e dove Luchino Visconti, il famoso regista, quarto dei sette figli di Giuseppe, ancora ragazzino allestiva gli spettacoli di burattini per le sorelle più piccole; l’arco in rovina, la casa- torre, il Palazzo dell’Istituzione, che ricorda nelle forme gli antichi Broletti, e la Corte Vecchia, ex corte agricola che porta il ricordo delle attività rurali che prima rendevano il borgo economicamente indipendente, in un allestimento sotto un vecchio fienile.

Ah, e poi c’è Aloisa, il fantasma del castello, considerata la protettrice degli innamorati non corrisposti. Infatti se andate a guardare il pilastro che sostiene la sua statua, troverete vari omaggi floreali o piccoli oggetti non preziosi, dato che il denaro non le portò l’amore!

Il castello, non visitabile, è circondato da un parco iscritto ai Grandi Giardini Italiani, è visitabile nei fine settimana e festivi dalla primavera all’autunno con visita guidata.

Il borgo si presta bene a rievocazioni storiche che la Pro Loco organizza tra fine primavera e inizi autunno, quella più famosa, il Corteo Storico, si svolge ogni ultima domenica di maggio e nel 2016 sarà la 40ma edizione. Tra le varie manifestazioni ci sono anche giornate dedicate ai giochi di ruolo, rivolte soprattutto a bambini e ragazzi, per chi desidera una partecipazione più attiva.

Se vi è venuta un po’di curiosità e volete approfondire il tema o venire a scoprire questo luogo in alcune occasioni potrete seguire anche una visita guidata del borgo.

Le prossime visite guidate saranno il 24 e il 25 aprile e il 1 maggio 2016 nel pomeriggio (orario da definire), con ritrovo presso l’ufficio del turismo, è consigliata la prenotazione.